Il professore di desiderio




Finché non gioisci della rovina di qualcuno, puoi ancora guardarti allo specchio. Godere della mediocrità altrui resta il culmine della mediocrità.


Non esiste la sconfitta in amore. E' una contraddizione in termini. Provare l'amore è già un tale trionfo che ci si potrebbe chiedere perché si dovrebbe volere di più. 


Innamorarsi d'inverno non è una buona idea. I sintomi sono più sublimi e più dolorosi. La luce perfetta del freddo incoraggia il cupo diletto dell'attesa. Il brivido esalta lo stato febrile.


Le altre stagioni hanno le loro piacevolezze: germogli, grappoli di foglie su cui riversare i propri stati d'animo. La nudità invernale non offre alcun rifugio.


Esiste qualcosa di più subdolo del miraggio del deserto: è il famoso miraggio del freddo, oasi del circolo polare, scandalo di bellezza reso possibile dalla temperatura negativa.


L'inverno e l'amore hanno una cosa in comune: fanno venire voglia di essere confortati per una simile prova; la coincidenza di queste due stagioni esclude il confronto.


Alleviare il freddo con il calore disgusta l'amore per un senso di oscenità, alleviare la passione aprendo la finestra sull'aria fresca spedisce alla tomba in tempi record.


L'amore bandisce la presunzione: invece di immaginare il fuoco che il mio corpo avrebbe potuto dare al suo, scendendo sottozero con la regina dei miei pensieri, non c'era limite alla glaciale ustione che potevamo raggiungere insieme. Il freddo non era più una minaccia, ma un'energia imperiosa che ci animava, che parlava in prima persona.


Sentirsi bene è un'ambizione irrazionalmente esagerata visto che sentirsi è già così raro.


Scrivere nobilita un importante segmento del corpo: è un'applicazione fisica del pensiero. Scriverlo è molto più forte che il solo concepirlo nella propria testa.





Il professore di desiderio

Philip Roth

1977













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