Perché non sono più capace di scrivere dei miei fatti sul mio blog




 Sono mesi che evito di pubblicare un piccolo thread informativo su twitter o instagram per chiedere alle ex degli uomini che frequento e alle attuali fidanzate dei miei ex di smettere di seguirmi, guardare le mie storie, e parlare di me con gli amici.

 Non è mai stato un problema evitare, anzi, considero un vanto non vantarsi. E' bene, però, specificare il mio ignorare non sia, come molti credono, un'ammissione indiretta di superiorità, superbia, alterigia.
Certe chiacchiere non mi lusingano affatto. Mi dispiace io sia presente nei vostri pensieri.

 Care amiche, io di voi non ho mai pensato male. Anzi, spesso, quando gli uomini mi raccontano delle loro passate relazioni e sopratutto cosa pensavate voi di loro, tendo bene le orecchie, giacché ripongo fiducia nelle vostre esperienze negative. Solo nei momenti peggiori, difatti, possono emergere tutte le splendide caratteristiche che questi cavalieri dissimulano con spietata risolutezza, financo gettare fango su di voi e sulla relazione.
 Siete la mia cartina di tornasole, simpatiche fanciulle, e, nonostante alcune tremende spiritosaggini in fatto di idee e mise, non ho mai sentito la necessità di perdere tempo a formulare un giudizio sulle vostre condotte.
 Sembra, invece, che bloccarvi, evitare di pubblicare per un periodo di lunga durata, limitarmi a condividere pensieri ed articoli altrui, non vi faccia desistere dal dimenticarvi di me. Come se invocati con tavola ouija, il giorno dopo averne cancellati alcuni, altri nuovi utenti dai nomi fantasiosi o mortalmente generici, dal profilo protetto e giusto un solo follower, si affrettano a seguirmi, ed io, ormai rassegnata, mi accingo a bloccare chiunque mi dia il minimo sospetto.

 Dolci angeli del focolare perduto, rassegnatevi al fatto che esista, sia esistita ed esisterà nella vita dei vostri (ex) compagni, un'alternativa che non abbia abdicato al buon gusto; che questa alternativa non si chiamerà sempre Chiara, e che potrebbe non avere la stessa delicatezza nel sorridere durante i succosi resoconti che gli amici che avete in comune le riportano, non privandosi di far cenno ai graziosi nomignoli che amate darle (e che peraltro sono denigratori verso voi stesse, se, fra le oltraggiose ingiurie, le oscenità, il linguaggio sconcio, ci mettete in mezzo la parola "modella". Santo Cielo, ma devo essere io a dirvelo?).

 Tesori miei, abbiamo tanta strada da fare.
Vi basti, però, sapere che di alcune di voi non avrei conosciuto neanche il nome, se non aveste avuto l'ardire di seguirmi. Alle persone che frequento, infatti, non racconto mai dei miei ex e alle domande dettagliate circa il mio passato, rispondo con gentilezza, evitando di chiamare per nome le persone coinvolte.
Dare un nome è una faccenda nobilissima. Chiamare per nome instillerebbe forza e personalità ad un individuo che non fa più parte della mia vita. E' inelegante parlare di altri insieme ad un altro e preferisco non sapere i nomi delle altre, non conoscere i particolari di un passato che non è il mio.

 Non amo le falsità e non credo sarebbe delizioso ritrovarci insieme per dissertare sulle preferenze e perversioni degli uomini che abbiamo condiviso. Quindi, a meno che non abbiate davvero bisogno di aiuto, di sostegno, o crediate di aver trovato in me l'amica del cuore, che magari può consigliarvi un abbigliamento più consono, un comportamento meno aggressivo, ignoratemi, ve ne prego!




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