He. Old Stories. 5




Grazie al cielo è Venerdì. Vorrei scriverlo in inglese ma non so farlo in modo corretto. Fosse stato slavo, magari... insomma, la fame rende l'uomo furbo e se la lingua non si scioglie basta aprire il portafogli.

Come ogni venerdì dovrò trattenermi. Domani forse apro io. Ma oggi non mi importa così tanto.
Con i miei amici stiamo organizzando un viaggio meraviglioso. Andremo in tutti i paradisi del ghiaccio, conquisteremo donne di ghiaccio, berremo vodka ghiacciata. Staremo via tutto il periodo natalizio, così mandare il vecchio anno a quel paese sarà più facile.

Sarà meraviglioso. Forse anche meglio di quello che feci un paio di anni fa. 
Stavo insieme a lei. Ovviamente una cosa da mocciosetti. Durante quello splendido viaggio non riuscii a realizzare molti desideri. La chiamai perché la pensavo. Pensavo che mi sarei potuto rifare su di lei una volta che fossi ritornato.

Ciao tesoro.
Ciao. Ti stai divertendo in mezzo alle bionde?
Ma che cazzo dici. Non sono venuto qui per questo.
No, certo. Per vedere le rovine della guerra civile. Per vedere le zone di raccolta dei caschi blu.
Cosa? Senti, che fai?
Preparo le lasagne, domani è natale.
Sempre la solita donnina di casa. 
Tu invece? Ed il tuo fegato? Ci credi che provo più pietà per i tuoi organi che per te?
No no... verso il due ritorno. Vediamoci dai. Voglio parlarti, voglio stare con te.
Ok, provo a convincere i miei. Non sono molto felici di te, non sanno neppure di questo tuo viaggio.

Avevo organizzato tutto. I miei erano fuori per una cena. Quella strega di mia sorella non c'era. Mi sentivo affamato, avevo sete, volevo il suo corpo, lo volevo per me, lo volevo per primo.

Ma quella stronza frigida non era d'accordo. Litigammo e la riaccompagnai a casa. Sono pur sempre un gentiluomo. 

Avevo tanta rabbia.Avevo sete. Avevo fame. Alla fine, pagai per saziarmi. 



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