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Quello che non va

Fra le tante cose che non amo di me, c'è questo avvilente e costante senso di colpa che accompagna ogni mia scelta, durante tutto il processo decisionale ma, sopratutto, nell'affrontare le conseguenze. 
In qualsiasi ipotesi, pur ben ponderando e conoscendo rischi e i vantaggi di ogni opzione, finisco sempre per rimproverarmi. Questa tendenza non ha alcunché da spartire con l'incoerenza o l'ipocrisia: se conscia di aver agito nel rispetto degli altri, non torno indietro, non mi pento. Semplicemente, mi fustigo con pedissequa attenzione a non lasciare privo di castigo nessun margine del mio cuore. 
Se, di per sé, è già una condizione a dir poco penosa, ché l'aria diventa irrespirabile, il mondo sembra più ostile del solito, lo specchio riflette sempre lo stesso broncio, immaginiamo quando il mood esca dai confini della mia anima per rendermi la personificazione dell'asservita debolezza. 
Stamattina, ho incontrato un giovane musicista/giornalista con cui, dopo un…

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