"I paladini della rete". Attualità e Politica 1



Da qualche decennio esistono i paladini della rete. I frustrati della società. Gli sconfitti. La voce di internet. I sovrani dell'universo cibernetico. 

(Per quelli che volessero fare della facile demagogia, mi riferisco a tutte le persone che cavalcano l'onda del malcontento generale, quelle che fanno credere di avere una missione, quelle che utilizzano parole astratte per descrivere la loro concreta miseria umana ed intellettuale ).

Oggi, per costoro, scrivere post/sentenza, far votare a dei sondaggi parziali, irridere l'altrui lavoro, non basta più.
Vogliono mettersi in gioco, scommettersi in modo innovativo, scegliendosi fra di loro.
Si son creati dei simboli, accattivanti slogan, frasi vendicative.
I più sfigati hanno abdicato allo sgabuzzino e tentano la scalata al trono. 
Quelli che si credono più intelligenti stanno a guardare, sentenziando e approvando e criticando e decidendo. Dei veri burattinai.

Anche se la maggior parte di essi ha frequentato scuole cattoliche private, ha partecipato al catechismo e forse ha anche ricevuto il Sacramento della Cresima, tutti si professano orgogliosi ATEI, AGNOSTICI, contro Dio, contro il Clero, contro ogni forma in cui si potrebbe manifestare il cattolicesimo. Sono molto aperti verso le altre confessioni. Si indignano se a qualcuno viene negato il diritto di professare la propria fede, diritto che negano ai cattolici che vogliono far parte del loro gruppo.
Si, son proprio liberi dagli schemi, e professano la loro indipendenza attaccando i dissidenti con le solite oscurantiste argomentazioni prive di logica alcuna.

Hanno la presunzione di credersi giustizieri mascherati, convinti che il malaffare si possa contrastare a colpi di "mi piace" su Facebook. Vorrebbero prendere il posto dei libri di Educazione Civica (una non materia, per la quale ho speso in testi 47 euro + 35 mila lire, che nessuno a scuola mi ha mai fatto studiare). Attaccano per minuzie gli avversari, proteggono a costo della propria dignità i loro protetti, minacciano coloro che fanno altrettanto ma poi non passano ai fatti.

I loro curriculum sono sconosciuti, hanno paura del confronto diretto e se non riescono a reggerlo passano alle offese. Ciò che li anima è l'ira, l'invidia, la rabbia di non poter fare i propri comodi così come fanno i loro avversari. 

Non apprezzano chi lavora duro ed in silenzio. Non hanno idea di cosa voglia dire low profile. Vivono in un mondo irreale ed amplificato.
Hanno sempre in mano una fotocamera per denunciare gli altrui illeciti e per pubblicizzare ad ampio spettro le loro manifestazioni. Non sanno vivere senza consenso mediatico eppure criticano chi anni prima ha capito e sfruttato la potenzialità di questo mezzo.

Sono convinti che basti indignarsi da casa propria, fare inutili banchetti illustrativi a cui non si ferma nessuno, regalare consulenze ai simpatizzanti, incitare all'odio collettivo.
Ma...
...ma non fanno mai nomi e cognomi, si trincerano dietro la cortesia formale, hanno paura delle querele e di perdere qualche amico, rilasciano interviste shock a cui non fanno seguito vere prese di posizioni, sollevano polveroni e poi invitano alla calma, urlano nei salotti tv.
Insomma fanno tutto quello che hanno ripudiato.



I primi risultati di questo grande asilo nido si sono già visti. 

Smettetela con la scenetta dell'autunno e andate a lavorare.
Tanto si sa che anche voi aspirate a festeggiare un grasso San Martino. 
Si, dei festini con le castagne ben cotte e del buon vino.



(Se aveste davvero raggiunto obiettivi, se foste stati senza macchia, se foste stati aperti e senza riserve verso il prossimo, se aveste messo al primo posto il bene comune, forse anch'io avrei militato nelle vostre legioni. Mi dispiace avervi creduto, mi dispiace essere stata illusa, ma le parole sono aria ed io sono stanca di cibarmi di vento).










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