Educazione.2 I conoscenti e breve cenno sul "saluto".

Questa odiosa categoria è entrata nell'uso comune sia linguistico che sociologico, rivendicando a pieno titolo il posto vacante fra le categorie "amicizia" e "ma chi ti conosce".
Io non ho conoscenti. Le persone o le conosco o non le saluto. Ma sono solita non salutare anche persone che conosco.
Dopo quest'affermazione, il mio unico lettore (sesso maschile, iniziali SOP - e no, non è il marito della più celebre SJP-) mi potrebbe, anzi, mi ha già domandato: 
"ma come fai a scrivere che ti occupi di educazione, se non rispetti il più basilare dei dettami, ossia il "saluto?"
 Risposta: "Perché credo che la buona educazione nasca dall'unione di RISPETTO, ETICA E BUONGUSTO. Perché non riesco a prendere per il culo la gente salutando a cazzo. Perché se ti conosco e non mi stai particolarmente simpatico è difficile che io apra la mia bocca, tenda la mia mano o per incontrare la tua o per scodinzolarla in giro, solo per dimostrare che l'ipocrisia non è morta anche grazie a me. Perché moltissime volte non riconosco le persone in giro e se non mi salutano dieci volte, se non si fanno riconoscere, io non le saluto".
(Poi, non essendo divina e quindi priva di contraddizioni, trascorro intere giornate a sorridere agli sconosciuti, guardare con affetto gli immigrati dalla pelle cioccolato, nocciola, zuppa inglese, menta, a giocare con i bimbi facendo loro le linguacce, a scambiare degli interminabili sguardi con la variegata umanità che grazie al cielo esiste. Non ci posso fare nulla. Se ti conosco, molte volte, ti evito.)

Quindi, dicevo che non ho conoscenti. In realtà, io vedo molte persone che conosco e non mi conoscono, una sorta di conoscenza a senso unico: io sono una loro conoscente, e loro sono degli estranei. Semplice. Deciso. Fatto.

Poi, dopo la mia invettiva contro l'ipocrisia, ci sono le convenzioni sociali.
Le convenzioni sociali sono quella maschera a cui tutti vorremmo somigliare.
Per colpa loro, cotidie, si combattono numerose guerre fra sessi, razze, religioni, tradizioni, educazioni, fedi e credi di vario genere (politico, sportivo, campanilistico).

Per colpa loro anche la prepotente categoria dei conoscenti ha diritto ad un trattamento cortese/educato.
Ed ecco che, dopo un numero n. di righe, inizia lo svolgimento del topic vero e proprio.

Vademecum dei conoscenti.
1. I conoscenti sono tali solo per nome. In realtà non vi conoscete affatto. I cassetti mentali riservati a ciascuno di loro sono pieni di ricordi a metà e di "per sentito dire". Quindi ricordatevi sempre che il vostro conoscente-interlocutore è un estraneo.
2. I conoscenti spesso rientrano in due categorie sociali: i diffidenti e i folli. Chiacchierate con entrambi in modo cordiale per almeno un minuto. Se, dopo le prime battute, i diffidenti rimangono sulle loro, e i folli chiedono un altro giro di vodka lemon, non rivolgetevi a loro per tutta la serata, rispondendo solo in caso di domande personali, annuendo in modo decoroso e, se proprio volete strafare, sorridendo alle battute che veramente vi suscitano ilarità.
3. I conoscenti, fortunatamente, non dovreste vederli più di una volta al mese. Se, malauguratamente per voi, fanno parte del vostro gruppo di amici/lavoro/studio dovete scegliere se continuare questa conoscenza apparente o approfondire il rapporto. Di solito, tocca sempre a voi con più sale in zucca chiedervi se e come volete intraprendere una discussione più impegnativa, quindi iniziate sempre dagli argomenti che secondo voi o suscitino la sua curiosità o potreste avere in comune. Evitate, ora ed in qualsiasi caso, la triade di argomenti maledetti -politica, fede, sport-, c'è tempo per sondare questi terreni.
4. Spesso i conoscenti hanno la stessa paura che avete voi nel fare nuove amicizie. Con un sorriso o una battuta potreste far miracoli: parlare l'uomo muto, ridere la donna triste, bere l'astemio, fidanzare i single più incalliti. Quindi siate sereni e rilassati, potreste fare delle belle esperienze.
5. Alcuni conoscenti hanno dei vizietti famosissimi in tutto il mondo, che contraddistinguono e danneggiano la categoria: chiedono dei soldi contando sul fatto che non vedendovi frequentemente possiate dimenticarvene; si fanno gli affari vostri dandovi consigli non richiesti; vi raccontano la loro vita, vi mostrano le foto delle loro vacanze, dei loro cani, dei loro figli/nipoti; durante una serata in gruppo vi prendono in ostaggio facendovi rimpiangere la pila di roba da stirare che avete lasciato in casa. Questi tipi sociali non sono dei semplici conoscenti ma dei terribili delinquenti. Disarmateli con garbo e scuse d'altri tempi (le gentil donne giammai porterebbero del vil denaro con sé; la mia vita è un'eterna contraddizione, ora scusami ma vado a confessarmi) e tentate, coi mezzi leciti a vostra disposizione, di non farli insinuare mai più nel vostro locale, nella vostra serata, nella vostra cerchia, nella vostra vita.
Breve e concisa no! Chiara, spero di si.
Se ci dovessero essere esempi di casi umani da segnalare o analizzare, argomenti da approfondire, questioni in merito al mio iniquo scritto da dirimere, i lor signori mi faccino sapere.
                                                                           

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