Le apparenze. Le verità. Le realtà.


Le persone inventano. Incontri fugaci. Sguardi. Menzogne. Idee. Situazioni. Fatti mai avvenuti. Storie. Le invenzioni, talvolta, prendono il sopravvento. Non esiste una vita senza Le Menzogne. Ci rendono più degni di noi stessi. Il nostro cibo per la sopravvivenza tiene a bada le opinioni non richieste, già sentite. L'umiliazione come antitesi alla smentita. Le storie ci salvano dalla nostra vita. L'intelletto potrebbe sviluppare nuove strategie per migliorare fattivamente il nostro percorso, ma noi ci limitiamo a dargli compiti da autore. 
Tessiamo una trama. Adoperiamo la seta del colore più simile alla realtà. Riproduciamo un ricamo semplice, per non rischiare di rimanere incastrati nel nostro stesso ordito. Completiamo l'opera e la esponiamo. La mostra è aperta a tutti. Le opinioni e le critiche non sono ammesse. Riceviamo i complimenti per l'incantevole sfumatura che abbiamo volutamente accentuato. 
Tutto, naturalmente, è FALSO.
Differenziamo gli argomenti e creiamo nuove aspettative per ciascuno dei presenti. Diamo a ciascuno ciò di cui ha bisogno. Modifichiamo, arricchiamo, oppure mutiliamo la realtà, che rimane la stessa per tutti, ma è speciale per ognuno. Noi l'abbiamo sapientemente ristrutturata. Per chi voleva un cottage in montagna, abbiamo ricreato una struttura forte e senza spigoli, piccola e ben organizzata, immersa in una pineta di conifere e in un clima non troppo rigido. Chi desiderava una residenza estiva al mare, è stato dotato di uno spazio immenso, bianco e pieno di vetrate, tende color biscotto e lino a strisce azzurro e beige per i rivestimenti dei divani da esterno.
Bisogna ammettere che alcuni di noi credono davvero di stare raccontando la verità. Non si accorgono che fra La Verità e la loro verità ci sono delle masse grigie di provenienza cosmica simili a dei buchi neri, la cui forza di rotazione impedisce il normale svolgimento di un pensiero logico e rivoluziona i concetti di verità, personalità, dignità.
Assistiamo -inermi, sconvolti, confusi, adirati- all'ordine confuso, casuale, incongruo con cui vengono narrati i fatti che vedono l'eroe di turno a schierarsi contro i più deboli. Costui, talvolta, perde la piena coscienza di sé, stenta a riconoscere la persona che era, in nome e in balia dell'invincibile forza della fantasia malvagia con cui riesce a trasformare i cattivi in buoni e i buoni in esseri da distruggere. Un corale esercito di piccoli esseri privi di personalità segue le sue gesta, narrandole con ardore e afflato degni di un rapsode e riscrivendole attraverso l'antico e perduto metodo del Lineare A, sottolineandone la fama, il vigore e la tendenza al buonismo che purtroppo, né in astratto né in concreto, riesce ad emergere.                                                                                                                             Questi gentili ed onesti paladini darebbero la vita per il proprio eroe. Sviliscono il Tersite di turno, ma potrebbero emularne le gesta qualora il signore si riveli meno generoso di quanto sia stato in passato. Sono dei mercenari pronti a mangiare la carne della mano che prima li aveva accarezzati. Sono assetati di sventure, di malvagità, più dello stesso padrone. L'eroe, conscio della loro natura, li fa accoccolare davanti ai suoi piedi. Mentre addenta una grassa coscia di faraona, gioca con i suoi ammiratori lanciandoli ossa e pelle. I paladini si graffiano, si strattonano, liberano la loro ira, mordono un vicino e pestano i piedi ad un altro. Da dimostrazione di grande lealtà chi dimentica di essere un uomo, chi lede la propria dignità, chi dimostra di non avere nessun rispetto per se stesso e per la propria vita. Chi si becca l'osso applaude. L'eroe lo premia portandolo con se. Trascorso del tempo, se ne libera senza alcun rimpianto. 
Triste realtà per chi vuole conservare la propria integrità. La ricchezza moderna consiste nel rispetto di se stessi. Non c'è posto per chi vuol pensare, non c'è sicurezza per chi vuole parlare seguendo ragionamenti e pensieri propri. La realtà viene rifiutata. La verità sbeffeggiata. 
L'azione del padrone Apparenza ha una gelida logica. Tu puoi dire ciò che vuoi. Puoi pure crederci e agire di conseguenza. Non curarti di chi non la pensa come te. Chi scopre i tuoi inganni può essere annientato. E non guardarti allo specchio. Non pensare. Non devi volerti bene. Non devi guardare la tua anima. Dimentica di avere una coscienza. 
Prendere coscienza di ciò che siamo diventati sarebbe la nostra condanna. La morte è vicina per chi non pensa. La morte è assenza di pensiero. Il non pensiero è la non vita. L'apparenza è la negazione di se. Negando noi stessi, noi non esistiamo neppure per noi.


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