La difficoltà di essere




Se i libri non corrispondono al nostro umore attuale non li troviamo buoni. Se ci disturbano ne facciamo la critica e questa critica vi si sovrappone, ci impedisce di leggerli lealmente.

La facoltà di scoppiare a ridere è prova di un'anima eccellente. Diffido di coloro che evitano il riso e rifiutano di abbandonarvisi. Essi temono di scuotere l'albero, avari come sono di frutti e d'uccelli, timorosi che ci si accorga che dai loro rami non se ne staccano. Come il cuore e come il sesso, il riso procede per erezioni. Niente lo gonfia che non lo ecciti. Non si distende a piacere. La sua eccitazione è sottomessa alle stesse regole di quella dei sensi, perché quello che fa ridere uno non fa ridere l'altro.


Ottimo è l'atteggiamento di colui che ha ben impiegato il tempo concessogli e che non si è dato pensiero di essere il giudice di se stesso.


La bellezza è un'astuzia che la natura impiega per attirare gli esseri gli uni verso gli altri e assicurarsi il loro appoggio.


Mi piacciono le persone la cui giovinezza preannuncia la vecchiaia e la cui struttura permette di rendersi conto dell'aspetto che avranno un giorno.


Il bacio dei più teneri innamorati non è se non l'attenuazione della suzione di un vampiro, un rito raffigurante l'atto di appropriarsi del sangue della persona amata, di farne lo scambio. Quel desiderio di sangue altrui si esprime ancor di più quando le labbra succhiano la pelle al punto da formare una ventosa, attirarvi il sangue e lasciarvi un livido, una macchia che aggiunge l'esibizionismo al vampirismo.


Forse io so fin dove posso andare lontano. Ma è un senso della misura. Ed io lo possiedo davvero poco. Piuttosto ho quello dell'equilibrio, di cui posso vantarmi tutto sommato, perché non è che l'abilità del sonnambulo a muoversi sull'orlo dei tetti.


Preferisco essere pessimista. Lo sono sempre stato per ottimismo.


Ho passato periodi talmente insopportabili che la morte mi sembra deliziosa.


Non do alcuna importanza a ciò che la gente chiama "stile" e dal quale si illude di riconoscere un autore. Io voglio che mi si riconosca dalle mie idee, o meglio, dal mio portamento. Cerco solo di farmi capire il più brevemente possibile.


Raymond Radiquet mi insegnò a diffidare del nuovo se ha l'aria nuova, a fare il contrario delle mode dell'avanguardia. Vuol dire mettersi in una brutta posizione. Si scandalizza a destra, si scandalizza a sinistra. Ma a lungo andare tutti quei contrasti si raggruppano sotto una stessa etichetta. Furbo chi se la cava.








La  difficoltà di essere
Jean Cocteau
1947 


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