Cinema. 2




Pellicole. Alcune ancora in sala. In streaming, di sicuro. Le ho viste. Ve ne parlo, in breve.




Les Misérables 

 I film tratti dai grandi romanzi mi hanno sempre delusa. L'interpretazione di Anne Hathaway fa riflettere sulla sanità mentale dei selezionatori agli Oscar: come si potrebbe ritenere degna di premio una "comparsata" mediocre e da dieci minuti? Inoltre, la presenza di Hugh Jackman non riesce a mitigare la rozzezza innata di Russell Crowe. Parafrasando un mio tweet, scritto in preda al panico durante la pausa intermedia, "Cantano, Cantano, Cantano". 
Voto: 3/10  (solo per Helena Bonham Carter)



Lincoln

Insieme a Les Misérables, è stata l'altra  pellicola fortemente volute da SOP. Premesse: non mi piace Spielberg; non mi piacciono le ricostruzioni storiche di battaglie;  i film basati su grandi personaggi storici non fanno parte dei generi che prediligo. 
Hanno sbagliato titolo. Poteva chiamarsi 13° emendamento, l'abolizione della schiavitù, neri e bianchi, il potere della persuasione, l'integrazione, il valore della politica, i ricatti politici... Hanno scelto Lincoln perché tutti fingono di sapere chi sia e perché a tutti piace dire che hanno visto un film storico ed impegnato, sopratutto diretto da S.S. 
Le scene familiari, condotte magistralmente da Sally Field, stonavano con il resto della trama, che doveva essere più incentrata sulle dinamiche politiche e sociologiche. Fortemente sconsigliato a chi non sa cosa voglia dire cambiare idea, a chi prova reazioni allergiche alla vista dei politici che hanno fatto del ribaltone un nuovo stile di vita. Tommy Lee Jones più bravo di Daniel Day-Lewis. 
Voto 7-/10

La migliore offerta

Il capolavoro di un'italiano all'estero. Un sonoro schiaffo morale ai contestatori di Baària. Fra il silenzio di Trieste e la proverbiale ostilità austriaca, nasce l'amore. L'amore vero che tradisce e porta via l'amore prezioso, fedele ma finto. L'arte come meraviglioso sfondo di una truffa. Geoffrey Rush riconferma il mio lusinghiero giudizio, dopo la grande interpretazione ne il Discorso del Re. Donald Shuterland fa quello che gli riesce meglio: tramare alle spalle; buona anche la prova di Jim Sturgess (protagonista in One day con Anne Hathaway) che ritroviamo nella pellicola successiva. 
Visto che "anche in un falso d'arte c'è qualcosa di vero" Virgil, tra gli ingranaggi, aspetterà Claire nell'unico posto dove si è sentita libera, al Night and Day di Praga. 
Tra le opere d'arte più belle: Jeanne Samary in abito scollato di Renoir, Dama col Petrarchino di Del Sarto, La muta di Raffaello, Ritratto di Lucrezia Borgia di Veneziano e La Bella di Tiziano.
Voto: 9.5/10


Cloud Atlas

Una grande produzione hollywoodiana di carattere differente. Tom Hanks ha ricominciato ad operare buone scelte, dopo l'abominevole scempio-saga di Dan Brown. Le storie sono godibili, la morale onnipresente "La nostra vita non ci appartiene. Da grembo a tomba siamo legati ad altri. Passati e presenti. E da ogni crimine, da ogni gentilezza, generiamo il nostro futuro", ottima la scelta di dare nuova vita e nuova missione (e nuovo volto) agli attori in ogni episodio. Chi conosce i fratelli Wachowski non avrà difficoltà a riconoscere gli episodi che hanno diretto. Tra gli episodi più riusciti, quello contemporaneo sull'editore impersonato da Hugo Weaving: sulla fuga degli anziani dall'"accogliente" casa di riposo, si potrebbe fare una sorta di spin off, un film dedicato.
Voto: 8-/10

Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore

Il 25 dicembre, mentre tutti voi eravate dediti ad attività poco edificanti come il gioco delle carte, io ho visto una fra le pellicole più belle di sempre. Un amore gentile e grintoso. Bill Murray, una garanzia. La fantastica isola di New Penzance (in realtà scorci del Rhode Island) , perfetto set cinematografico. Un inedito Bruce Willis per nulla stucchevole.
Voto 9+/10


Tutto tutto niente niente

Doveva essere una commedia. Doveva essere divertente. Invece, il malumore, la tristezza. Non è commedia, è realtà. Esasperata, certo, ma pur sempre reale. Tre protagonisti, tre voti.
Rodolfo Favaretto 5-. Frengo Stoppato 4-. Cetto La Qualunque 6- (per la scena della nuova concezione di divertimento nella Terza Repubblica).



Django Unchained

Non mi è piaciuto. Esasperazione del sangue. Esasperazione nella ricerca di particolari spaghetti western poco noti al grande pubblico da poter ricopiare nel film e spacciare per propri. Terribile la canzone scritta da Elisa ed Ennio Morricone, un lamento funebre. Scelta sbagliata per la coppia protagonista impersonata da Jamie Foxx e Kerry Washington, davvero inadeguati.
Voto 4-/ 10. Per Christoph Waltz e Leonardo Di Caprio 6/10, perché costituiscono gli unici esempi di professionalità.

Infine, per la serie cineforum, argomento Napoli. 

Reality - visualizza locandina ingrandita

Interessante e curioso, in teoria. Regia davvero pessima. Fotografia scadente. Le poche scene intense, si alternano ai grandi momenti di inaudita lentezza. Protagonisti, Aniello Arena, Loredana Simioli e Nando Paone, davvero convincenti. 
Voto 6-/10  Regia e fotografia 3/10

L'era legale - visualizza locandina ingrandita

Finto documentario su una Napoli migliore grazie alla droga. Senza pretese. Carino. Nota di merito: Pietro De Silva, protagonista minore di grande talento e poco valorizzato. 
Voto 5+/10



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