He. Old Stories. 7



La scorsa settimana, proprio a quest'ora era già venerdì.
Era venerdì notte ed io stavo uscendo.
Non cambia moltissimo. E' mercoledì ed esco lo stesso, ma sembra che il tempo stia frenando.
Come se non volesse farmi partire.
Ho organizzato con gente che non conosco. Sono dei pazzi, mi troverò bene. Avremmo voluto prenotare per giorno venti, ma io lavoro. Non so perché, ma quando penso alla parola lavoro mi viene da ridere.
Direzione Polonia, naturalmente. Anche se quest'anno costa decisamente di più. Non ricordo di essermi mai indebitato così tanto.

Forse, circa quattro anni fa. E a quell'epoca dovevo anche fare dei regali. Regali extra, pensavo. Invece me la sono cavata con poco.
Solito orario da piccola scout rompiscatole. Solito punto di incontro. Solito ingresso in auto senza darmi un bacio, senza dirmi amore, senza gentilezze da fidanzati.

Domani parto. Ti mancherò?
Insomma. Mi dispiace che tu debba cercare all'estero ciò che non puoi ottenere da me.
Sei cretina, ci vado solo per stare con gli amici.
Non mi interessa, fai quello che vuoi.
Allora non ti mancherò.
Si. Mi mancherai con rabbia. Sono consapevole.
Consapevole? Parli sempre in modo così strano. Se non fossi davvero così giovane, potrei considerarti già vecchia.
Lo sai che in lingua italiana non ha senso ciò che dici?

Le regalai dell'intimo volgare. Ovviamente si arrabbiò.
Mi regalò un libro. Mi veniva da ridere anche se l'argomento non era molto distante dall'idea che volevo si fosse fatta di me. Mi aveva scritto una dedica. Era fredda ed appassionata, inspiegabile.

Quando ritorno festeggiamo.
Cosa? Le corna reciproche?
Fai schifo. Ti ho detto che io non farò nulla.
Ed io non ti ho mai detto che siamo fidanzati. Non ho bisogno di andare all'estero per cercare un po' di compagnia.
Sei una stronza.
E tu un maiale.
Dammi un bacio, cretina.

Di certo, non ho imparato frasi significative del polacco, frasi che potessi ripetere in sua presenza.




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