Vuoi star zitta, per favore?




La vita degli uomini. Nessun ornamento.
La miseria dell'affetto malato, la paura dell'insoddisfazione, il senso di colpa, la perenne difficoltà d'espressione, la malvagità della solitudine.
La narrazione -asciutta, fredda, priva di qualsiasi giudizio o pregiudizio- diventa un racconto dell'anima, che viene interrotto a pochi passi da ciò che sembra la rivelazione, l'evento, il momento clou.
A Carver, infatti, non interessa il generico interessante ma il particolare insito nel comune, nel qualunque, nella vita quotidiana. La stanchezza, la disfatta, la morbosità, e ancora, la malattia e la codardia.
Gli uomini e le donne abdicano al loro potere decisionale in favore del fato, del caso, dei fortuiti eventi.
C'è impotenza e sensazione di abbandono.
Carver, lasciando domande e curiosità sospese, ammalia anche gli amanti del barocco ed invita alla scrittura. 

Vuoi star zitta, per favore?
Raymond Carver
1976

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