Cinema. 5




Pellicole, forse ancora in sala. In streaming, di sicuro. Le ho viste. Ve ne parlo.



Locandina Il grande Gatsby

Quando si valuta e poi si mette in atto la folle idea di inserire la possibilità del 3d, bisognerebbe fare due montaggi.
Chi, come me, non ama indossare i finti Ray-ban, si troverà costretto ad assistere inerme ad improbabili zoom sulla luce verde, sulla torre Gatsby, sensazionali inseguimenti con auto dall'improbabile cilindrata, e altre scene di memorie, letterine, fogli, cieli stellati e baie, che non avranno alcun senso perché private del loro naturale ruolo spettacolare. La prossima volta EVITATE.
Scialba ed incosistente la presenza femminile; da 10 anni la simpatica Isla Fisher si porta dietro questi tre epiteti fissi: sciocca (Matrimonio per sbaglio), spendacciona (I love shopping), lasciva (Due single a nozze, The wedding party). Troppo sensazionali le ricostruzioni di feste e molto discutibile la scelta di ri-arrangiamenti di musica contemporanea. 
The Great: i costumi (l'abito di cristalli di Carey Mulligan e la mantella turchese con pendenti abbinati), l'arredamento della sala da pranzo di casa Buchanan e della stanza da letto di casa Gatsby (l'armadio attrezzato), il giardino Carraway dopo il makeover. Infine, the last but not the least, il superbo monologo del Plaza: il donnaiolo Tom Buchanan sulla disparità sociale, sulla supremazia dell'eburnea e nobile ricchezza non vi ricorda qualcuno? Naturale. Il dialogo di Calvin Candie aka Leonardo di Caprio, al quale avevo dato solo 6, ma, a distanza di tempo, anche un 7+ non sarebbe stato poi troppo generoso.
Questa volta voti singoli.
Presenza Scenica Femminile: Carey Mulligan: 3 Isla Fisher: 5. Presenza Scenica Maschile: Tobey Maguire: 3 Leonardo DiCaprio: 7 Joel Edgerton: 6. Montaggio 2d: 2. Costumi: 8. Regia, B. Luhrmann: 5. 


Locandina Effetti collaterali

Uno fra i traumi più vecchi del mondo è causato dal disonore, dalla perdita di potere e denaro, dalla vergogna. Anche il rimedio è così notorio da essere considerato uno fra i più devastanti che l'uomo possa mettere in atto: la vendetta. 
Mossa dall'ars vindicationis e con la determinante collaborazione dell'amante, donna e psichiatra (sì, un cocktail esplosivo), Emily uccide il marito e cerca di cavarsela coinvolgendo un altro psichiatra, che per riscattare il proprio onore e la propria credibilità professionale, smaschera la collega e costringe Emily in un ospedale psichiatrico. 
Se la trama appare semplice, le complicazioni fra le righe riescono a creare inquietudine ed immagini sconfortanti. Abbiamo il reato di insider-trading punito con il carcere (solo in Italia le persone vengono premiate), le squallide festicciole per gente drogata e benestante, l'assoluta mancanza di valori positivi, il rifiuto del lavoro come condizione necessaria del vivere, la feroce critica all'industria farmaceutica che sperimenta e "acquista" nuovi pazienti grazie ai benefit concessi ai medici, e il rifiuto del deprecabile modus operandi con cui, facilmente, si prescrivono farmaci antidepressivi. Qui, cari i miei psicoterapeuti dell'intelligenza cognitiva, della PNL, del dialogo interiore, ci andate a nozze. 
Voto: 8

Locandina 20 anni di meno


Potevano i nostri francofoni fratelli lasciarsi scappare lo schema di una commediola ormai vecchia?
A parer loro, lo stratagemma si fonda sull'inversione di ruoli, ossia sul finto interesse strumentale che potrebbe consentire alla redattrice/coguar Alice di ottenere la promozione. Naturalmente, la relazione si trasforma in amore e il migliore amico dalla bocca larga rischia di rovinare tutto.
Alcuni passaggi sono stati ben studiati (fragorosa risata in sala per la rappresentazione mentale di Angela Merkel come ritardante durante il rapporto sessuale) e la scelta di un'attrice affascinante aiuta il processo amoroso. Ma, in sintesi, niente di eccezionale.
Voto: 5+

Locandina Il ministro - L'esercizio dello Stato


Esempio lampante della cattiva distribuzione italiana. Questa pellicola è del 2011. C'era Sarkozy, c'era la tracotanza di un paese che si crede trainante, c'era la destra al potere, anche in Italia. Pur raccontando una storia di politica quasi senza tempo, noi siamo arrivati dopo e abbiamo perso l'opportunità di poterlo legare ad un adeguato contesto, attuale eppure così lontano. 
Questo è stato l'unico caso in cui mi è capitato di leggere, in treno e di sfuggita, alcune fra le recensioni proposte su internet. Le etichette più importanti, potere, solitudine, impotenza, coccodrillo, nudità, Andreotti (ebbene sì), ipocrisia, sangue, mi hanno fatto capire che non avrei voluto scrivere ciò che leggevo. Che non mi interessavano il tema onirico, il rapporto con la coscienza impersonata dal Capo di Gabinetto, l'impossibilità di prendere adeguate decisioni, il continuo scendere a compromessi, la privatizzazione del trasporto ferrato.
La sequenza più importante del film si svolge in Chiesa. Durante il funerale dell'autista, Bertrand dedica un suo elogio funebre interiore, diverso dai discorsi di circostanza, diverso dal commento sulle giovani vittime dell'autobus. 
(Se qualcuno riesce a trovare la citazione integrale dell'elogio (anche in lingua inglese o francese) in questo sconfinato mare cibernetico, può contattarmi su twitter, cercandomi come claire_cocteau. Premio: Stima e riconoscenza eterne.)
Voto: 9




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