7 ore


Cronaca di sette inutili ore, spese nella lettura, nella musica e nell'osservazione. 

Un breve giro turistico in solitaria. Poi Mondadori e Feltrinelli e ancora Mondadori. Ha piovuto per un quarto d'ora, giusto il tempo di inzuppare le mie buste di carta. La security nei negozi ha qualcosa di inquietante. Bisognerebbe restituire agli oggetti l'innata mediocrità della materia. Le commesse guardano attraverso le tristi vetrine. Entro e sorrido. Guardo la merce ed esco. Non posso concentrarmi sulla materia. Il futuro, il mio futuro. Lo guardo attraverso gli splendidi alberi che cingono il viale con un leggero abbraccio viola. Mi accompagno ai turisti. Mi hanno, ignari, chiesto informazioni mentre ero persa. Il destino, o forse l'intricato intreccio di strade, mi ha condotta davanti l'immenso Palazzo di Giustizia. Non c'era speranza nel mio cuore, non c'era emozione nei miei occhi. Ero serena e di buon umore, nonostante i dubbi e l'inquietudine. Sono entrata alla Rinascente di Via Roma con le Beats alle orecchie. Ho percorso le scale mobili insieme ai Depeche Mode, Cure, Calvin Harris, Police, Sam Sparro, Imagination, Avicii, Planet Funk, Kiss, Madonna, Robin Thicke, SHM, Pink Floyd, Marilyn Manson, Ben Pearce, Disclosure, Room 5, Hurts, Deep Purple. Mi sono isolata da tutta quella merce smistata da gente indecisa. Ho guardato i sogni della scolaresca che ha messo a soqquadro l'intero reparto sotterraneo della Feltrinelli, imbrattando vinili e copertine plastificate dei cd con le mani unte della miscela di zucchero e ghiaccio che a Palermo osano chiamare granita. Un solerte addetto alle vendite staccava l'etichetta del 15% di sconto dai libri di Saviano per apporla sulla nuova porcheria di Dan Brown. Trascinava il suo carrello e procedeva alla sostituzione con tristezza, dovuta alla sua condizione di subalterno o forse all'impossibilità di bruciare le copie della sopracitata nefandezza. Ho acquistato libri e riviste, visitato due chiese e un teatro, ed evitato di instagrammare tutto ciò che fosse alla portata del mio cellulare. La mia solitudine è stata disturbata da quattro persone. Un turista australiano. Un praticante. Un avvocato. Un pensionato.Tutti uomini, perché le donne non fermano, non parlano, non chiedono, non si confrontano con le altre donne. E perché gli uomini, in fondo, pensano che da ogni conversazione possa nascere un fantasioso interesse.
Il resto delle sette ore è trascorso fra prove di costosi costumi da Torregrossa -mi ero, addirittura, messa in testa di acquistarne uno- , l'irrealizzato desiderio di cantare "Money for nothing" e "Heaven and Hell" alle commesse -chicks for free- delle boutique di Via della Libertà, e la ferrea volontà di sospendere il pensiero ed il giudizio.
Anche attraverso la lettura di sentimenti altrui, non sono riuscita a reprimere i miei.


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