Miracolo








Sottile e infingarda, ciarlava da anni sul bene e il male. Dietro la porta, si contorceva, acuendosi, per rovinare anche i momenti più intimi. L'ho sentita riprendermi mentre piegavo una camicia, stilavo un programma, sceglievo dal menù. Mi ha, perfino, umiliata quell'unica volta in cui mi erano cadute di mano le chiavi, perché non riuscivo ad aprire il portone con gli occhi gonfi di lacrime. Stamane, ho completato una relazione; le copie che ne ho fatto sono state riposte nelle loro buste, firmate e siglate e sigillate. Riordinando la scrivania, dopo aver messo via la spillatrice, dei fogli e qualche penna senza cappuccio, non l'ho più sentita. La tua stridula voce, oggi, mi ha lasciata in pace. Cerchiamo di rendere perpetuo questo miracolo, eh!







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